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I fasmidi sono generalmente molto semplici da allevare, le regole da seguire sono, infatti, poche, di facile attuazione e abbastanza intuitive.
Ampia libertà nella scelta delle gabbie per gli insetti stecco è lasciata all’allevatore, in relazione ai suoi gusti, alle sue abilità e alle sue tasche.
Le caratteristiche fondamentali che una buona gabbia deve avere sono relative alle dimensioni e alla ventilazione.
Gli insetti stecco in natura vivono sugli alberi o sugli arbusti di cui si nutrono, ma raramente si trovano al suolo. Ciò significa che la gabbia dovrà svilupparsi più in altezza che in larghezza, questo agevolerà anche la scelta e il posizionamento dei rami di pianta nutrice. Le dimensioni della gabbia sono correlate a quelle degli insetti che si intende allevare e al loro numero: gabbie troppo piccole o sovraffollate possono creare seri problemi agli insetti, che tendono a masticarsi le zampe a vicenda, e noie a livello di manutenzione, per intenderci maggior frequenza nel ricambio delle piante nutrici.
Insetto in fase di muta
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Sipyloidea sipylus ultima muta
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Pelle (esuvia) abbandonata
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Una regola generale è quella di considerare lo spazio vitale di un insetto adulto pari a circa tre volte le sue dimensioni (ciò soprattutto per agevolare il momento della muta).
La ventilazione deve essere rapportata alla richiesta di umidità della specie; trattandosi generalmente di specie tropicali sono consigliabili gabbie con la sola parte superiore forata, tale soluzione fornisce infatti un buon compromesso tra umidità e ventilazione.
Il mercato offre vasta scelta: esistono gabbie di plastica di varie dimensioni.
Gabbie di plastica di varie dimensioni
Queste gabbie però non sono poi così economiche e, data la loro forma più larga che alta, non sono proprio ideali. Alcuni allevatori consigliano di usarle ribaltandole sul lato più corto, in modo da utilizzarle in altezza (accorgimento pratico, ma non adatto ad impiantarvi un allevamento stabile). Questi contenitori, sono ottimi per alcune fasi della crescita, specialmente per le neanidi che in gabbie più grandi rischiano di non trovare il cibo o di essere perse dall’allevatore durante le fasi di ricambio della pianta nutrice.
Le gabbie di plastica vanno comunque modificate per accogliere le neanidi, il modo più semplice è quello di applicare con filo di ferro zincato (ottimo perché non arrugginisce ed è molto morbido) una zanzariera (meglio quella grigia gommata) sulla parte retinata, in modo da evitare la fuoriuscita di insetti (è bene ricordarsi di non usare nastro adesivo, per evitare un effetto “carta moschicida”).
Neanide appena nata
Un’altra soluzione, molto più dispendiosa, qualora non ci si imbatta in vere e proprie occasioni, è quella di acquistare dei terrari o degli acquari e adattarli ai nostri piccoli ospiti. Le cure maggiori vanno riposte al coperchio che, come logico, non deve permettere agli insetti di uscire. Alcuni allevatori consigliano di applicare una rete fine anche sulle pareti per favorire l’arrampicata degli esemplari; in realtà una buona disposizione dei rami di pianta nutrice e una non eccessiva pulizia delle pareti risolve pienamente questo problema.
Un’ottima soluzione, che combina sia l’economicità alla possibilità di scegliere le dimensioni che più ci garbano, è quella di costruire da sé le gabbie, questa soluzione va comunque valutata in base alle proprie abilità tecniche.
La maggior parte delle specie non necessita di ulteriore riscaldamento e si adattano a temperature tra 18 e 24°C, durante il periodo invernale è sufficiente, quindi, tenere gli esemplari in ambienti riscaldati, ma non eccessivamente vicini a radiatori o stufe; in estate, invece, è bene tenerli in luoghi non troppo caldi e soprattutto ben ventilati.
La rigidità del clima invernale ed il conseguente allevamento a temperature subottimali (ma non letali), dilata di 1-2 mesi il periodo di vita degli insetti. Qualora ciò avvenga durante lo stadio giovanile, è possibile un aumento nel numero complessivo delle mute (fino a due) e, talvolta, una maggior lunghezza degli esemplari adulti (fino a 5 cm in più nel corpo e 2 cm negli arti), non tutte le specie sembrano subire tali variazioni morfologiche.
Una particolare nota va fatta per il periodo estivo, anche se sembra ovvio è meglio sottolinearlo: nella stanza che ospita gli insetti non vanno mai impiegati insetticidi, né spray né polveri. Ciò va tenuto presente nella scelta della stanza che li ospiterà, meglio qualche puntura di zanzara che un allevamento sterminato!
I Fasmidi non necessitano di illuminazione artificiale, tuttavia una buona illuminazione diurna è indispensabile per mantenere le piante nutrici vitali più a lungo e per permettere agli insetti di avere una corretta fasatura dei ritmi circadiani. E’ opportuno non posizionare le gabbie alla luce diretta del sole, per evitare di alzare notevolmente il tasso di umidità, rendendolo meno controllabile.
Un po’ più di attenzione va prestata proprio all’umidità. Quasi tutte le specie richiedono tassi di umidità medi (70-80%), tuttavia non è così difficile fornirli: basta, infatti, spruzzare le gabbie con un comune vaporizzatore(assicuratevi che sia sempre stato usato solo per acqua, se in dubbio compratene uno nuovo). Questo sistema fornisce sia un buon tasso di umidità che l’acqua necessaria agli insetti per bere. Alcuni allevatori consigliano di spruzzare le gabbie la mattina, in realtà essendo questi animali notturni conviene spruzzarli al tramonto, cosicché l’acqua spruzzata possa anche essere bevuta prima che evapori. Non esistono regole fisse per il numero delle vaporizzazioni, dipendono dalla temperatura della stanza, più calda è più le gabbie tendono a seccarsi, dalla sua ventilazione e dalla tipologia di gabbia che avete scelto.
Di seguito riportiamo una tabella con le istruzioni per il mantenimento del corretto tasso di umidità.
| TASSO DI UMIDITA’ | PERCENTUALE | NUMERO DI VAPORIZZAZIONI | TIPOLOGIA DI GABBIA |
|---|---|---|---|
| ALTO | > 80% | Una al giorno abbondante | Per specie igrofile |
| MEDIO-ALTO | 75-80% | Da una ogni due giorni a una al giorno | Per specie igrofile |
| MEDIO | 60-75% | Una ogni due giorni | Per specie mediamente igrofile |
| BASSO | < 60% | Al massimo una a settimana | Per specie mediamente igrofile |
Nonostante possa sembrare terribile ricordarsi tutto questo vedrete che non è così, col tempo ci si fa un certo occhio e si impara a capire ciò che i nostri insetti desiderano.
Un’altra nota riguarda il fondo della gabbia.
La maggior parte delle specie di insetti stecco infatti, oltre alle normali deiezioni, lascia cadere pure le uova, che per una buona schiusa vanno separate sia dalla gabbia principale sia dalle deiezioni.
Escrementi e uova
Molti allevatori lasciano le uova e le deiezioni sul fondo ricoperto di sassi di argilla espansa che hanno il pregio di occultarle e di mantenere un buon tasso di umidità, il grande difetto è quello di favorire lo sviluppo di parassiti, lettiera per criceti e sabbiolina per canarini hanno gli stessi pregi e difetti.
Il fondo della gabbia può anche essere coperto con fogli di giornale o carta bianca (il difetto è quello di infradiciarsi a causa delle vaporazioni) infine una ottima soluzione è quella di stendere sul fondo uno strato di zanzariera gommata semi sospesa (al fine di evitare inzuppamenti a causa di eccessi d’acqua) da poter estrarre per essere svuotata. In realtà il fondo può anche essere lasciato senza nulla e ripulito da uova e deiezioni periodicamente. In questo caso la soluzione preferibile sarebbe quella di ribaltare la gabbia ad ogni cambio, se ciò non fosse possibile si può usare una piccola scopa (tipo quelle da camino) con relativa paletta, se invece si è patiti dell’high-tech basta comprare un mini aspirapolvere.
Di seguito riportiamo un prospetto riassuntivo con i pregi ed i difetti dei vari sistemi di copertura.
| TIPOLOGIA DEL FONDO | PREGI | DIFETTI | GIUDIZIO COMPLESSIVO |
|---|---|---|---|
| Argilla espansa | Buona resa estetica, scarso sviluppo di muffe, mediocre separabilità. | Alto sviluppo di parassiti, possibilità di ristagni d’acqua. | *** |
| Lettiera per criceti | Buona resa estetica, scarso sviluppo di parassiti. | Alto sviluppo di muffe, pessima separabilità. | ** |
| Lettiera per uccelli (sabbia fine) |
Scarso sviluppo di parassiti, scarso sviluppo di muffe. | Pessima resa estetica, pessima separabilità. | * |
| Fogli di carta | Scarso sviluppo di parassiti e muffe, buona separabilità. | Pessima resa estetica, frequente manutenzione, possibilità di ristagni d’acqua. | * |
| Nessuna copertura | Scarso sviluppo di parassiti e muffe, mediocre separabilità. | Pessima resa estetica, alta possibilità di ristagni d’acqua. | **** |
| Rete gommata | Scarso sviluppo di parassiti e muffe, ottima separabilità. | Mediocre resa estetica. | ***** |
Smistare le uova dalle deiezioni è il lavoro più noioso, specialmente se si ha a che fare con specie dalle uova molto piccole o se si hanno gabbie molto affollate. L’esperienza insegna che gli strumenti più semplici per tale operazione sono un vetro da orologio, una spatola piccola o una bacchetta e un contenitore per la raccolta delle uova.
Insetto in fase di muta
Pelle (esuvia) abbandonata