L’origine dei fasmidi sembrerebbe risalire al Cretaceo inferiore (80 milioni di anni fa) o, addirittura, al tardo Carbonifero (300 milioni di anni fa), nonostante l’assenza di reperti fossili probanti.
Il più antico fossile di fasmide conosciuto risale, infatti, all’Eocene (49 milioni di anni fa) fu ritrovato a Grube Messel, presso Darmstadt, in Germania. Questo esemplare possiede alcune caratteristiche anatomiche tali (mesotorace allungato) da farlo identificare come fasmide.
Uova risalenti a 44 milioni di anni fa, sono state ritrovate in Oregon (USA) e identificate da Sellick (1994) come appartenenti al genere Eophasma.

Ambra dell’Eocene con fasmide giovane, non determinato.Ambra dell’Eocene con fasmide giovane, non determinato

Numerosi altri esemplari, di specie differenti, sempre risalenti all’Eoce- ne, (Pseudoperla lineata, Pseudo- perla gracilipes) sono stati rinvenuti in ambra (German & Berendt 1856, Berendt 1845—1856, Spahr 1992, Weitschat & Wichard 1998).
All’Oligocene appartiene l’inclusione in ambra di Electrobaculum gracilis (Sharov 1971), trovata presso Ka- liningrad (Russia) e di Agathemera reclusa (Scudder 1890), Colorado (USA).
Del Miocene si hanno inclusioni in ambra proveniente dalla Repubblica Domenicana di uova (Poinar 1999) e neanidi (Grimaldi 1996, Poinar 1994).

La frammentarietà dei reperti fossili di fasmidi fa risalire la loro comparsa a 49 milioni di anni fa; tuttavia, tale ipotesi appare come una sottostima. Le abitudini alimentari di quest’ordine, porrebbero la loro comparsa vicina a quella delle angiosperme, nel Cretaceo inferiore, vale a dire 80 milioni di anni fa (Grimaldi 1999, Vickery 1993), tale teoria sarebbe anche supportata dal ritrovamento di frammenti fossili attribuiti a questo ordine (Birket & Smith 1981).

Ambra baltica con inclusione di neanide. Ambra baltica con inclusione di neanide

Handlirsch (1908 e 1925) testimo- nia la presenza di fillidi già nel Giurassico superiore (140 milioni di anni fa), facendo così cadere la teoria mimetica, in quel periodo, infatti, non esistevano ancora alberi frondosi evoluti.
Tale fatto è spiegato da Wickler (1968) che afferma “i caratteri che hanno rassomiglianza con qualche oggetto compaiono di tanto in tanto per mutazioni casuali, anche se il modello si trova in un luogo diverso. Se entrambi si troveranno nello stesso luogo e contempora- neamente a un ricevitore del se- gnale che potrà paragonarli, questo potrà avere una pressione selettiva, che si eserciterà soltanto nel senso di far sì che l’imitazione si conservi”.

Storia geologica degli insetti in rapporto all’evoluzione delle piante. Storia geologica degli insetti in rapporto all’evoluzione delle piante

Per maggiori informazioni sulle inclusioni in ambra consigliamo il sito in italiano
www.amber-ambre-inclusions.info