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I Phasmatodea sono un ordine di insetti fitofagi terrestri, di taglia medio-grande a metamorfosi graduale (sviluppo emimetabolo), che comprende all’incirca 2500 specie di cui circa 30 sono insetti foglia (Phylliidae). Hanno prevalentemente una distribuzione tropicale e subtropicale. Il nome fasmidi deriva dal greco e dal latino con il significato di fantasma, apparizione o spettro.
Sono insetti a struttura ortotteroide, non saltatori, caratterizzati dall’avere il primo segmento addominale fuso con l’ultimo segmento toracico a formare il cosiddetto “segmento mediano”. Hanno capo prognato, libero e piccolo, proporzionalmente al corpo, con occhi ed ocelli (nelle forme alate), antenne moniliformi e apparato buccale masticatore tipico, dotato di robuste mandibole.
In Italia sono presenti due generi con sei taxa di rango specifico e due di rango incerto in quanto ibridogenetici. La tassonomia dei fasmidi è materia in continua evoluzione, dopo il raggiungimento del rango di “ordine” nuovi sconvolgimenti sono stati prodotti dallo studio delle uova e molti ancora saranno dati dagli studi genetici in corso, per il momento ci si riferisce ancora alla revisione fatta da Bradley e Galil nel 1977.
La riproduzione è sessuata (anfigonica), tuttavia la partenogenesi può apparire in alcune specie. Le uova di specie che vivono in climi temperati hanno un periodo obbligato di diapausa che impedisce alle uova di schiudersi in periodi sfavorevoli. Sono molto difficili da vedere in natura, a causa del loro mimetismo e del tenore di vita notturno. Alcune specie periodicamente generano delle esplosioni demografiche che portano a vere e proprie invasioni, con conseguenti devastazioni di foreste o piantagioni.
Il mimetismo non si limita solo alla forma, i colori mutano a seconda della luce, dell’alimentazione e dell’habitat circostante, inoltre, spesso, anche la loro posizione di riposo tende ad assomigliare a bastoncini o foglie, in caso si agiti dolcemente il ramo su cui sono attaccati, non è infrequente che inizino ad oscillare anche loro, per apparire ancora meno animati. In natura i predatori dei fasmidi sono costituiti da aracnidi, insetti, mammiferi, rettili ed uccelli; altra attività predatoria è compiuta dai parassiti sia delle uova sia degli adulti (funghi, imenotteri e nematodi).
Le strategie difensive possono includere la tanatosi, l’assunzione di una diversa colorazione, il dispiegamento delle ali, l’assunzione di posture minacciose (ripiegamento dell’addome a imitazione di uno scorpione) o criptiche (oscillazioni simili a quelle prodotte dal vento sulle foglie), la secrezione, più o meno direzionata, di sostanze irritanti (ad esempio Anisomorpha buprestoides e Megacrania alpheus), l’emissione di suoni minacciosi (ad esempio Pterinoxylus spinulosus e Eurycnema goliath) ed infine l’autotomia.
Carausius morosus a riposo
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Neanide con arto in ricrescita
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L’ordine è decisamente sottostudiato, a tal punto che spesso passeggiate in foreste tropicali portano alla scoperta di nuove specie. Sembra quindi ancora valida la frase di Gray (1833) “Le abitudini e gli istinti di questa strana ed estremamente interessante famiglia sembrano essere ancora poco conosciuti”.
Carausius morosus a riposo
Neanide con arto in ricrescita