Il phylum Arthropoda raggruppa organismi caratterizzati da un corpo segmentato, a simmetria bilaterale, protetto da un tegumento rigido chitinoso (esoscheletro). Ciascun segmento del corpo (somita) porta, primitivamente, una coppia di appendici articolate che, nelle specie più evolute, si sono modificate per svolgere diverse funzioni (antenne, apparato masticatore, zampe e gonopodi). A causa della rigidità del tegumento, gli Artropodi, non si sviluppano attraverso una crescita continua ma attraverso un sistema di mute successive. All’interno del phylum si distingue la superclasse Hexapoda, che include tutte le classi di Artropodi a sei zampe: Protura, Collembola ed Insecta. Tradizionalmente, i più vicini parenti degli Esapodi venivano identificati nei Miriapodi. In realtà dati derivanti da sequenze molecolari, dalla biologia dello sviluppo e da alcune osservazioni morfologiche (riguardanti in particolare la struttura dell’occhio composto e del sistema nervoso) suggeriscono una parentela più diretta con i Crostacei, piuttosto che con i Miriapodi.
Le caratteristiche diagnostiche degli Esapodi includono il possesso di una tagmosi unica nel suo genere, che consiste nella specializzazione di segmenti adiacenti che, in un certo modo, si uniscono a formare sezioni (tagmata) distinte: capo, torace ed addome. Il capo è costituito da una regione pregnatale (generalmente considerata composta da tre segmenti) e da tre segmenti gnatali, portanti, rispettivamente, mandibole, mascelle e labbro inferiore (o labium); gli occhi possono avere un grado di sviluppo molto variabile o possono essere del tutto assenti. Il torace comprende tre segmenti, ciascuno dei quali porta un paio di zampe; ciascuna di queste è composta da un massimo di 6 segmenti nelle forme esistenti, ma era primitivamente divisa in 11 segmenti, portanti fino a 5 esíti (appendici secondarie esterne), un endite coxale (appendice interna della zampa) e due unghie apicali. L’addome era originariamente composto da 11 segmenti, cui si aggiungeva un telson o una qualche struttura omologa; se sono presenti appendici addominali (primitivamente presenti su tutti i segmenti eccetto il decimo), sono più piccole e gracili di quelle toraciche. Il corpo e le appendici degli insetti formano una sorta di armatura, più o meno mobile, grazie a zone articolari membranose.

Gli insetti adulti, tipicamente, sono provvisti di ocelli, occhi composti e di un apparato boccale esterno (sono cioè ectognati), con palpi mascellari e labiali generalmente ben sviluppati. Il torace può essere scarsamente sviluppato nelle forme immature, mentre è sempre ben distinto negli adulti, poiché si associa allo sviluppo delle ali e della muscolatura connessa; rimane poco sviluppato solo nelle specie attere. Le zampe toraciche hanno più di 5 segmenti. L’addome è costituito da 11 segmenti, con il gonoporo quasi sempre sul segmento 8° nelle femmine e sul segmento 9° nei maschi. I cerci sono perlopiù presenti. Lo scambio di gas avviene prevalentemente per via tracheale, con spiracoli presenti sia sull’addome sia sul torace, ma può essere ridotto in modo variabile, fino a essere assente in alcuni stadi immaturi. Lo sviluppo delle larve e delle ninfe è epimorfico, cioè il numero dei segmenti resta costante durante lo sviluppo.

Gli insetti presentano un’estrema ricchezza di specie, attribuita a numerosi fattori. La piccola taglia, limite imposto dal sistema di scambi gassosi mediante trachee, sembra essere un vantaggio determinante, anziché un limite, poiché consente la colonizzazione di numerose porzioni di habitat anche molto diverse tra loro. Per gli insetti, un albero, fornisce, infatti, la medesima quantità di differenti habitat che un continente offre ai vertebrati. Un altro fattore è dato dall’eccezionale plasticità genetica, unita a ridotti tempi di generazione. Generalmente, in animali con vita lunga, (ad esempio i vertebrati) gli individui si adattano ai cambiamenti attraverso l’apprendimento, negli insetti, invece, l’adattamento si attua mediante mutazioni genetiche attraverso le varie generazioni, ciò è evidenziabile, ad esempio, nei casi di acquisizione di resistenza a pesticidi. La plasticità, unita ai meccanismi di selezione sessuale, alla propensione (taglia-specifica) degli insetti ad occupare piccoli habitat isolati tra loro ed al breve tempo di generazione rende più rapido il processo di speciazione. Altre cause del successo evolutivo risiedono, probabilmente, nella rapida capacità di rispondere a stimoli ambientali (ottenuta mediante un complesso sistema sensoriale e neuromotorio) e nell’eccezionale mobilità, fornita dalle appendici alari. Un’ulteriore caratteristica, con grande funzione adattativa è la presenza della metamorfosi; essa implica stadi larvali non competitori degli adulti per l’utilizzo delle risorse trofiche, consentendo, inoltre, una strategia adattativa al superamento di condizioni avverse.