AUTOTOMIA

Amputazione spontanea di una parte del corpo in seguito a stimoli esterni. Può essere immediata o differita; nel primo caso viene realizzata mediante una rapida e violenta contrazione muscolare, nel secondo è provocata dalla degenerazione di tessuti. La parte amputata viene rigenerata nel giro di alcune mute. Esempi di autotomia sono la perdita di appendici (zampe, antenne). L’autotomia ha scopo difensivo, permettendo all’animale di liberarsi da una presa alla quale altrimenti non potrebbe fuggire. Analoghi sistemi sono adottati da altri ortotteri quali le cavallette con le appendici locomotorie posteriori. Se gli eventi autotomici avvengono in età giovane, gli arti si sviluppano regolarmente, in caso avvengano in età adulta, spesso si notano sensibili differenze di dimensioni degli arti rigenerati rispetto agli altri. Sono inoltre possibili rigenerazioni anomale, ricrescita di zampe al posto di antenne ad esempio. La velocità di rigenerazione è da mettere in relazione con la facilità con cui l’autotomia si verifica, in esemplari in cui tale evento è molto frequente gli arti si rigenerano molto rapidamente (legge di Lessona). Femmina di Medauroidea extradentatus con arto mediano sinistro in fase di rigenerazione, appare come un filo arricciato. Foto di M. Di Nicola.(Foto M. Di Nicola)
Femmina di Medauroidea extradentatus con arto mediano sinistro in fase di rigenerazione.


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DIAPAUSA

Periodo di stasi nello sviluppo embrionale o postembrionale caratteristico soprattutto degli insetti. La diapausa, che ha significato di adattamento, può essere provocata da uno stimolo esterno, oppure può dipendere da un ritmo congenito nell’individuo. Al termine della diapausa lo sviluppo riprende normalmente. In alcune specie presentano diapausa solo gli individui della generazione svernante; in altre specie vi sono alcuni individui che non subiscono diapausa ed altri (spesso nati dalla stessa ovatura) che ne subiscono una o più, perciò divengono adulti molto più tardi.


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DIMORFISMO SESSUALE

Marcata differenza di aspetto tra individui di sesso diverso, generalmente nei fasmidi il maschio nasce prima, è più piccolo, meno longevo e molto più attivo. Le cause del dimorfismo vanno ricercate nel diverso ruolo biologico dei due sessi.


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ETIMOLOGIA

Il termine “Fasmidi” deriva:


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EUTANASIA

I sistemi per uccidere gli insetti in modo indolore e rapido sono molti. Un buon metodo è quello di porli nel freezer per un paio di ore, ciò li farà morire senza eccessive sofferenze. Con tale metodo inoltre si ottengono degli ottimi esemplari da preparare secchi, con colori non eccessivamente mutati.


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FITOFAGO

Che si nutre esclusivamente di vegetali. Il termine è assimilabile a “erbivoro”, tuttavia per gli insetti è sconsigliato l’uso di quest’ultimo.


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GINANDROMORFO

Femmina che presenta caratteri sessuali secondari maschili ed organi sessuali maschili allo stato rudimentale, nei fasmidi la riproduzione è possibile anche se infrequente, anche perché tali individui tendono ad avere un tasso di mortalità molto alto.


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IBRIDOGENETICI

Individui risultanti da incrocio tra individui di specie diverse o tra diverse varietà di una stessa specie.


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IGROFILIA

Necessità di alti tassi di umidità.


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METAMORFOSI E SVILUPPO

La metamorfosi è definita come l’insieme delle trasformazioni che si verificano in molti animali che, nati morfologicamente e strutturalmente diversi dagli adulti, acquistino mediante passaggi, rapidi e marcati o lenti e graduali, l’aspetto definitivo.
Lo sviluppo indica, invece, le caratteristiche del percorso verso lo stadio adulto. I differenti tipi di sviluppo sono tre e si classificano come:


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MIMETISMO

Fenomeno per cui molti animali presentano forme e colorazioni tali da farli assomigliare al substrato su cui vivono (mimetismo criptico – criptismo), o per cui una specie assomiglia ad altre specie sistematicamente non affini (mimetismo fanerico). Il significato e l’origine di tali fenomeni sono stati oggetto di molte ipotesi; attualmente si ritiene che nella maggioranza dei casi il mimetismo costituisca un mezzo di difesa dell’individuo dai suoi nemici naturali. In altri casi il mimetismo ha funzione aggressiva, permettendo al predatore di non essere scorto dalla vittima.


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MUTA

Parziale rinnovamento del tegumento che si verifica in molti animali. Negli artropodi il principale significato fisiologico della muta è quello di consentire l’accrescimento corporeo che è impedito dalla presenza di un esoscheletro rigido e inestensibile; importante è anche la funzione epurativa, perché l’organismo si libera dei prodotti di rifiuto che si sono accumulati nel tegumento. Le mute non proseguono per tutta la durata della vita e avvengono, in numero invariabile per ciascuna specie, fino al raggiungimento dell’età adulta. Durante l’ultima muta si ha il completo sviluppo delle appendici alari, ove presenti. Immediatamente dopo ciascuna muta l’insetto risulta essere molto più delicato, a causa di una minor rigidità corporea. Per insetti dalle appendici allungate e fragili, come i fasmidi, la muta è un momento molto delicato. Critico risulta essere il tasso di umidità che, qualora sia scarso, può provocare serie difficoltà. La vecchia cuticola, infatti, rischia di seccare rapidamente, costringendo gli insetti all’autotomia o portandoli, addirittura, alla morte.
La muta viene scientificamente definita identificata come la fase in cui si ha la formazione della nuova cuticola. Essa è seguita dall’ecdisi, che è definita come il momento in cui l’insetto esce dalla vecchia cuticola (o esuvia). (Foto M. Di Nicola)
Esuvia di Fasmide, si notano la cuticola degli arti anteriori in fase di rigenerazione.
Per una trattazione approfondita dell’argomento si rimanda alla pagina SVILUPPO nella sezione di Entomologia.

Per visionare le fotografie delle sezioni istologiche dell’epidermide e della cuticola della cavalletta Schistocerca gregaria, a vari stadi di un ciclo di muta cliccate sull’immagine.

Per visionare le fotografie delle sezioni istologiche dell'epidermide e della cuticola della cavalletta Schistocerca gregaria, a vari stadi di un ciclo di muta cliccate sull'immagine.
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NEANIDE

Con tale termine si indicano gli stadi sub-adulti dei fasmidi (sviluppo emimetabolo). In alcuni testi tali stadi sono indicati con il termine di “ninfa”, tuttavia tale termine è riferibile solo allo stadio in cui iniziano a comparire le ali, dal momento che i fasmidi ne sono generalmente privi, in questo sito si è preferito utilizzare il termine di “neanide”. Lo sviluppo dei fasmidi comprende quindi tre passaggi fondamentali: uovo, neanide ed immagine.
Questa precisazione terminologica è stata decisa consultando:

SERVADEI – ZANGHERI – MASUTTI
“Entomologia generale ed applicata”
CEDAM 1972 PADOVA


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PARTENOGENESI

Tipo di riproduzione non sessuale in cui l’uovo si sviluppa senza essere stato fecondato dallo spermatozoo. Si distinguono vari tipi di partenogenesi in relazione alla frequenza con cui avviene:

  1. perché il ciclo prevede l’alternanza di generazioni a riproduzione sessuata ed asessuata partenogenesi ciclica.
  2. a causa della distribuzione geografica (temperatura, frammentazione...) partenogenesi geografica.

Rispetto al sesso dei discendenti la partenogenesi viene distinta in:


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PREPARAZIONE INSETTI

Un’ottima guida sulla preparazione e conservazione di insetti è:

Altrimenti sul web, al seguente link, è possibile imparare le tecniche di preparazione grazie alle numerose immagini e alla chiara descrizione esplicativa: www.macrophasmatodea.tk


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TAGMA (pl. TAGMATA)

Gruppo di segmenti che forma una delle unità principali del corpo (capo, torace, addome). Il processo di organizzazione in unità principali prende il nome di tagmosi.


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TANATOSI

Stato di completa immobilità, generalmente tipico degli insetti, ma non così infrequente anche in animali superiori. È determinato da stimoli di varia natura che provocano una contrazione con conseguente immobilizzazione del corpo.