TASSONOMIA

Ramo della biologia che si occupa dello studio comparato dei diversi organismi e della ricerca dei gruppi naturali in cui possano essere ripartiti gli esseri viventi provvisti di caratteristiche comuni. La sistematica moderna, o tassonomia, riunisce le varie forme viventi in gruppi sempre più specifici e affini, utilizzando a tale scopo i dati ricavati dalle più diverse branche della biologia. La classificazione naturale che ne risulta è così in grado di riflettere, in misura sufficientemente credibile, la storia evolutiva della specie. Frontespizio originale dell'opera di Carl von Linné "Systema naturae" Decima edizione 1758-1759. La tassonomia, che ha come scopo l’identificazione e la classificazione delle specie viventi, prende origine dal sistema di classificazione formulato dal naturalista svedese Carl von Linné (1707-1778) nella sua opera “Systema naturae” (prima edizione 1735, tredicesima edizione 1770). In essa, per la prima volta, le specie furono descritte con una nomenclatura binomia, ciascuna specie fu caratterizzata da un primo nome generico (nome del genere al quale la specie appartiene) ed un nome specifico. Sebbene il sistema linneano sia per certi versi incompatibile con la biologia evolutiva è ancora ampiamente utilizzato.
Ciascuna denominazione tassonomica è unica e corrisponde ad un unica specie, anche se il nome specifico può comparire in specie differenti.
Le specie sono raggruppate in un sistema progressivo di ranghi (taxa). Specie tra loro simili sono riunite all’interno di un genere (Genus) basato su caratteri che definiscono il genere stesso. Genera simili sono raggruppati in tribus, tribus riuniti in una famiglia, famiglie all’interno di un ordine, ordini all’interno di una classe e classi in un phylum. Per tutti i taxa possono esistere anche super e sotto categorie che ampliano ulteriormente il livello di classificazione.

Come in tutte le discipline, anche in tassonomia esistono alcune regole formali, queste sono le principali: la lingua utilizzata è il latino, prima lingua universale adottata come lingua scientifica, i nomi delle famiglie terminano con il suffisso -idae e i nomi dei genera e delle specie devono essere scritti in corsivo.
Inoltre, qualora la stessa categoria sistematica sia stata classificata successivamente con nomi differenti, la prima denominazione della specie ha la priorità; questa regola, conosciuta con il nome di “Legge della priorità”, fu applicata a partire dalla decima edizione del “Systema naturae” nel 1758. Le specie che compongono il Regno Animalia sono tutte, in qualche modo, legate ad una discendenza comune, per questo motivo le somiglianze morfologiche, biologiche e fisiologiche sono un riflesso del loro rapporto evolutivo (filogenesi).

Ciascun taxon, genere, famiglia e così via, è monofiletico, vale a dire che comprende tutte le specie derivate dallo stesso antenato comune. Un gruppo polifiletico, derivato da più di un antenato comune è, generalmente, suddivisibile in gruppi monofiletici.
La tassonomia è compresa nella branca della zoologia chiamata sistematica. La zoologia sistematica studia le somiglianze tra organismi diversi, ricercandone le relazioni. Le discipline che prestano i loro metodi a questo scopo sono: anatomia comparata, embriologia comparata, paleontologia e, dal secolo scorso, biologia molecolare, istologia e biochimica comparata. Carl von Linné (1707-1778) in una delle sue spedizioni. Olio su tela, data e autore ignoti. Carl von Linné (1707-1778) in una delle sue escursioni Esistono fondamentalmente tre approcci all’analisi sistematica che differiscono per i caratteri tassonomici considerati e per il metodo di raggruppamento nei ranghi superiori.
Il primo approccio è la sistematica evolutiva. E’ il metodo sistematico più utilizzato del passato, si basa principalmente sulle omologie (presenza di strutture che possiedano una origine evolutiva comune) dei diversi organismi. I diagrammi ramificati ottenuti dai sistematici evolutivi sono noti come filogrammi.
Il secondo è un approccio quantitativo, la fenetica, che utilizza un metodo chiamato tassonomia numerica, la quale misura e registra le somiglianze per un ampio spettro di caratteri. I dati raccolti, inseriti in un calcolatore, danno come risultato una singola quantità composita, la misura di distanza. Le specie vengono raggruppate utilizzando le diverse misure di distanza come discriminante. I fenogrammi ottenuti sono, quindi, più direttamente, dei diagrammi di somiglianza complessiva più che di parentela.
Il terzo approccio, la sistematica filogenetica o cladistica, è il più giovane, nacque, infatti, a metà degli anni Sessanta per contrastare la natura soggettiva della scelta dei caratteri tassonomici da parte della sistematica evolutiva. La cladistica tenta di ricostruire il corso dell’evoluzione raggruppando gli organismi sulla base della relativa vicinanza all’antenato comune. I caratteri omologhi sono analizzati e valutati in maniera diversa a seconda della loro primitività (condizione rispetto all’antenato) ed in base a questa condizione ciascun carattere è classificato come plesiomorfo (primitivo) o apomorfo (derivato). Nel caso un carattere derivato sia comune a due taxa si parla di simplesiomorfia, nel caso di un carattere primitivo comune a più taxa si parla, invece di sinapomorfia, infine, qualora il carattere compaia in taxa differenti in maniera indipendente si parla di convergenza o parallelismo. Analogamente ai sistematici evolutivi anche i cladisti definiscono gruppo monofiletico un gruppo derivato da un antenato comune, restringendone, tuttavia, la definizione, includendovi anche tutti i gruppi che da esso discendono. Definiscono, quindi, un gruppo derivante da più di un antenato comune polifiletico e parafiletico un gruppo che arbitrariamente escluda alcuni discendenti (come ad esempio avviene nella comune classificazione per la classe Reptilia, Rettili, che esclude le classi Aves, Uccelli, e Mammalia, Mammiferi). I diagrammi rappresentanti le interpretazioni ipotetiche delle relazioni tra taxa, basate su caratteri comuni, prendono il nome di cladogrammi.

Un sistema di classificazione ampliamente utilizzato suddivide gli organismi viventi in cinque regni. I procarioti, Batteri e Cianobatteri, costituiscono il Regno Monera. I successivi quattro regni comprendono gli organismi eucarioti. Il Regno Protoctista comprende Protozoi ed Alghe (unicellulari o pluricellulari, autotrofi o eterotrofi, condividono il fatto di produrre i gameti in strutture sessuali unicellulari e di possedere zigoti privi di fase embrionale). Il Regno Fungi comprende organismi eterotrofi con il corpo formato da filamenti ramificati plurinucleati (ife). Le spore germinano senza passare attraverso uno stadio embrionale. Il Regno Plantae include organismi autotrofi pluricellulari in cui i gameti vengono prodotti in organi sessuali pluricellulari e lo zigote attraversa uno stadio embrionale racchiuso nel tessuto materno. Il Regno Metazoa o Animalia contiene organismi pluricellulari, eterotrofi, mobili o secondariamente sessili. I gameti vengono prodotti in organi sessuali pluricellulari; lo zigote passa attraverso stadi embrionali che comprendono una blastula.

Nonostante i numerosi caratteri condivisi, è possibile una ulteriore classificazione del Regno Animalia in ranghi più bassi. Una prima grande divisione si basa sulla simmetria, radiale o bilaterale, sulla presenza od assenza di una cavità corporea, celomati, acelomati e pseudocelomati, e sul modello di sviluppo della cavità celomatica, deuterostomi e protostomi.